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NICOLA GIUSEPPE LA SERRA

     Nicola Giuseppe La Serra è nato a Capistrano (VV) il 3 febbraio del 1948. Ha conseguito il diploma di Direttore di Macchine della Marina Mercantile all’Istituto Tecnico Nautico di Pizzo Calabro.  Ha inoltre completato il diploma di Assistente Sociale alla Scuola Superiore di Magistero Sociale “Diakonìa” di Vibo Valentia ed il diploma di Tecnico del Restauro alla DERPIT  di Parma. Presentemente e` Collaboratore (1986/90) presso la Scuola di Restauro del Valentianum di Vibo Valentia per l’insegnamento dell’ Arte del Restauro. Inoltre e` restauratore di fiducia, nonché collaboratore per lo studio, la salvaguardia e tutela delle opere d’arte della Soprintendenza ai beni A.A.A.S di Cosenza. Nicola Giuseppe e` il Presidente fondatore della Cooperativa ARTE & RESTAURO. Egli ha eseguito numerosi interventi di restauro su dipinti, statue, mobili d’epoca e architettonici. Per cinque anni ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio d’Istituto, nonchè membro della Giunta Esecutiva, dell’Istituto Statale d’Arte “D. Colao” di Vibo Valentia. Nicola Giuseppe e` inoltre Socio fondatore dell’Associazione culturale, “Renoir a Capistrano” nella quale ricopre la carica di Presidente. Riconoscimenti gli sono stati conferiti per la pittura e la poesia a S. Severina (KR), a Capistrano (VV), e a Mongiana (VV).

 
     
 
 
      
 

Cerchi Nell'acqua

 

Hai gli occhi spruzzati d'azzurro

quasi d'acqua marina

e il sorriso che stenta a fiorire

tradisce un ricordo lontano.

 

Sei rimasta a guardare

quei cerchi nell'acqua

ampliarsi e sparire.

 

Anche tu sei sparita…

 

Quale essenza di sogno

mi hai riempito le notti

come percezione reale

svuotato i giorni.

 

Poesia tratta da "Ascolta...si fa poesia"

Edizione personale di Pino La Serra

Vibo Valentia - Maggio /2000

 

 
 
 

Il Due Novembre

A capo chino entrai
nel paese dalle piccole case
di marmo bianche.
Su tutte una croce,
candele accese e crisantemi.
Sembrava in festa
il paese dei morti.
Ma quante croci, ahimè,
piantate nella cruda terra
senza una candela accesa,
una preghiera,
senza un fiore, disadorne.
E quante, quante grida,
quante lacrime che si rinnovano
ogni anno il due Novembre.
-Alzati, bimba! non vedi che piove ?
sei rimasta tu sola
e hai pianto già tanto...
Orsù, vieni...andiamo via.
-Papà!-e pianse ancor più forte.
Vedi bimba, oltre l’orizzonte splende il sole
anche se qui piove, piove, piove...
Papa è là,e gode di quel sole,
il caldo sole delle tue preghiere.
Papà ti ha parlato,
ti ha detto;"Sii forte!"
perciò ora andiamo, bambina.
Il Signore ai nostri morti
ci concede di parlare ogni anno, come sempre,

il due Novembre.

Dalla prima collezione di Pino La Serra,                                                      

 intitolata, "Sentieri Esistenziali".
 

 
 
 
 

Pianto di Natale

 

Don!...Din!.. .Don!!!

Oggi è Natale…

per l'aere si espande un suono, triste, di campane.

Non si odono le chiassose grida, né i canti,

non v'è più quell' allegria completa,

ma solamente un pianto s'ode...

un pianto che fa piangere.

“Sposo diletto e caro perché chiudesti gli occhi?!

perché fredde sono le tue labbra che avida baciai

per riscaldarle un poco...

per infonderti metà della mia vita?

Freddo e sbiancato il tuo corpo

giace fra mesti sguardi amici.

Ecco tua madre! ...dal duolo è già svenuta.

Sposo...mio perduto bene!

Dieci anni soli son passati

da che dicemmo "Si"

e ti sei già stancato di stare insieme a me.

Svegliati... caro!

troppo lungo il tuo sonno,

e molte grida per poter dormire.

O che tu sia...Nooo!!!

perchè mi abbandonasti?

eternamente il pianto le mie gote bagnerà.

Spegniti, sole!

ormai non servi più.

Non ridere anche tu di mia sventura.

I bambini, ancora ignari,

godono le gioie del Natale

e tu, sposo mio caro,

il posto hai già lasciato

al Cristo ch'è disceso.

 

Annunciano le campane

che all'eterna dimora te ne vai.

I tuoi amici

per salutarti son venuti,

altri per portarti via.

Nooo!!! Peppino aspetta!

I bambini devi ancor vedere.

Eccoli. . sono arrivati.

Amor non te n'andare!"

Come albero che dal vento

vede una sua foglia via portare

e con forza trattenere

quelle che restano ancora

tal la straziata donna

stringe a sé i suoi figli.

E mentre che già

il corteo si allontanava

ancora il suo pianto seguitava...

"Sposo,tu mi lasci in abbandono,

anche se breve il viaggio

per te non c’è ritorno.

Misera! Di te priva,

che valgono i miei giorni?

Dimmi che dormi in santa pace.

Dimmi che vedi,che senti il mio pianto.

Dimmi che preghi...

prega Peppino!prega

per questi nostri figli

perché saranno grandi

e il tuo nome in alto

per sempre leveranno."

Or come uccelli al triste nido torneranno

e alla madre mesta, con infantili , giuochi,

il cuor faranno ridere pian piano.

 

Pino La Serra

-Capistrano, 25 dicembre 1967-

 

 

Passato e Presente

 

Giocare coi ricordi

a cosa serve?

Fingere la gioia assurda

se poi c’è la miseria

dentro l’anima

Non basteranno i giorni

che ho da vivere

per ricomporre i pezzi del passato

che all’improvviso tu hai frantumato

 

E mi chiedo ...

come sei entrata?

nella cerchia dei miei pensieri

tu che non vieni dal mare

della mia giovinezza

non hai occhi azzurri

né i capelli del biondo fantasma

 

Ma come hai fatto?

a tacere l’eco del mio passato

e camminare in silenzio

sui non più verdi sentieri dei miei anni

 

Chi ti ha mandato?

per ridarmi la luce che si spense

in quel di luglio del settantaquattro

per scaldare i miei affetti

macerati nell’attesa di un ritorno

per regalarmi emozioni

ormai disconosciute

e riempirmi le tasche di dolcezze

ormai dissaporate

 

E come potrei piegarmi al tuo desìo?

se tu appartieni ad un’altra primavera

se non può esserci spazio per me

nei tuoi pensieri

 

Non bastano i tuoi begli occhi

a farmi dimenticare

né il luminoso sorriso

a rischiarare

gli orizzonti nebulosi

della vita

A me serve ben altro

un po’ d’amore se c’è …

null’altro,e tu sai perché.

 
 

La parola non basta

La parola non basta
per ringraziare chi
con un atto d’amore
ha concepito la vita.
La parola non basta
per dire …
ti amo,ti cerco,ti voglio
ti odio,ti lascio,ti detesto
ti ascolto,ti parlo,
confrontiamoci
La parola non basta
se rivolta…
…Dio
perdona
benedici
salvaci da ogni male
…Governo
donaci
il pane quotidiano
la fiducia nel domani
la serenità del vivere
…Mafia
non turbarci
non ci opprimere
non ammazzarci

La parola non basta
se non si ha il coraggio
di coinvolgersi
nelle realtà quotidiane
dei poveri cristi
ai quali la fede
ritempra la speme
di un giorno migliore
Ecco perché non posso
io non voglio
andare via…
da questo mondo
oppresso e vessato
dall’ingordigia umana
da questo giardino d’infanzia
a cui è stato
mutilato il sorriso
violata l’innocenza
da questo prato di giovinezza
che sempre e solo a torto
viene illusa,vilipesa
offesa,oltraggiata
stuprata e violentata
da questa valle di poeti
che dovrebbero urlare
i loro sentimenti
contro gli acculturati dei poteri
che espongono la “loro cultura”
sotto le luci condizionanti
delle ribalte televisive

Per questo
ti prego,fratello
resta con me …
non andare via
da questa realtà
che ci accomuna
nell’univoca verità
contro la menzogna
… altrimenti
chi salverà
l’umano sapere
l’essenza della vita
il mistero dell’esistenza
se adesso andiamo via
senza fede senza meta
senza amore senza innocenza
senza la speranza del ritorno
anche Dio,alla fine,
avrà bisogno di noi
per salvare ciò
che della Creazione
è l’irripetibile gesto d’amore.

Pino La Serra
-Vibo Valentia-31 Dicembre 2010-

 

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